NOTA TECNICA a cura di Marco Bianchi – consigliere Apacl
Buon anno a tutti, e speriamo che sia finalmente l’anno che tutti da tempo stiamo aspettando.
Quale è la situazione ad oggi? Direi moderatamente positiva.
Abbiamo invernato famiglie con delle scorte sufficienti, poi il clima abbastanza rigido di questo inverno ha favorito dei blocchi naturali di covata che, se opportunamente sfruttati, hanno permesso di contrastare validamente la varroa.
Io personalmente, come faccio da qualche anno, preferisco ingabbiare tutte le regine ad ottobre.
Nel 2025 ho ritardato per problemi di salute l’ingabbiamento, infatti l’operazione è stata più complessa del solito,
La completa assenza di covata ha reso più difficoltosa la ricerca della regina ormai di dimensioni ridotte, quindi difficile da individuare e da catturare.
Le famiglie sono state tutte trattate con Apibioxal gocciolato dopo 25/30 giorni e le regine successivamente liberate tra Natale e capodanno.
La caduta è stata molto contenuta, in linea con le aspettative, dove è stato fatto un ulteriore controllo sempre con Apibioxal gocciolato non superando le cinque unità di varroe cadute per famiglia.
Ora non ci resta che aspettare la ripresa favorita dalle prime giornate tiepide, anche se il persistere di un clima gelido sta tenendo ferme le nostre famiglie.
Anni fa questa situazione era la normalità.
Negli ultimi anni tuttavia ci siamo abituati a non inverni, con inutili e forse controproducenti fioriture di nocciolo e lamium (falsa ortica) già a fine dicembre.
Ora che l’inverno è come dev’essere non lamentiamoci, pensiamo invece a non far mancare il candito, e quando avremo l’opportunità di eseguire le prime visite stringiamo in modo da evitare di lasciare spazi non presidiati.
Tale accortezza favorirà uno sviluppo ottimale e sarà di beneficio in caso di ritorni di freddo.
Forse è ancora presto per fare previsione ma il fatto che il nocciolo a fine gennaio non sia ancora fiorito mi fa veramente pensare ad una stagione tipo anni novanta.
Del resto le prime fioriture su cui dobbiamo fare conto sono i saliconi (Salix caprea), che presumibilmente fioriranno alla fine di febbraio.
Il tanto decantato nocciolo è veramente poca cosa in realtà a livello nutritivo per le api.
Riassumendo: visite veloci durante le ore più calde e se è il caso andiamo a restringere le nostre famiglie spostando i telaini non presidiati oltre il diaframma e verifichiamo che il candito sia disponibile.
Può succedere un’orfanità con famiglia debole. Non sprechiamo le api, andandole ad unire ad un’altra famiglia più debole che abbiamo. Se la famiglia orfana invece è ancora ben popolata conviene mettere le api della famiglia debole (non-orfana) nella famiglia orfana accogliente
In questo periodo accettano tutto, se per precauzione la volete mettere in una gabbietta con candito la cosa non guasta.
Un saluto a tutti gli associati e speriamo davvero in un’annata modello anni novanta.
Marco Bianchi – consigliere Apacl